Sistemi radianti a pavimento

L’impianto a pavimento
Avere temperatura al pavimento intorno ai 26-27°C fa sì che si inneschi un meccanismo di scambio per irraggiamento che porta l’intera struttura a temperature prossime ai 22-24°C. Il corpo umano si trova così racchiuso in un involucro “tiepido” e non subisce la sensazione di freddo che si prova in locali con impianti tradizionali volgendo le spalle ad una vetrata o a un muro poco isolato.
“L’involucro tiepido” fa sì che l’uomo tolleri una temperatura dell’aria inferiore senza avvertire disagio, anzi ottenendo il massimo del Confort.

“Minimo” consumo
Un grosso vantaggio è legato alla caratteristica fondamentale dell’impianto a pavimento: l’elevata inerzia termica.
L’impianto consiste nel portare e mantenere in temperatura il massetto e il pavimento che vanno a coprire le tubazioni. Naturalmente portare in temperatura 6/7 cm di massetto richiede un certo tempo tanto più elevato quanto più bassa è la temperatura esterna al momento dell’accensione. L’inerzia dell’impianto è stata spesso considerata come un aspetto negativo mentre in realtà ha il grosso merito di ridurre le spese di esercizio. Il massetto grazie alla sua notevole capacità termica è in grado di accumulare energia e di rilasciarla gradatamente all’occorrenza.

Nessun movimento di polvere
Inoltre aria a temperatura inferiore uniforme nel volume del locale impedisce che si inneschino quei fastidiosi moti convettivi causa di circolazione delle polveri negli ambienti riscaldati a radiatori.
Eliminare i moti convettivi significa garantire maggiore igiene in un ambiente più salubre, in quanto non c’è movimento di polveri che sono spesso la causa di fastidiose allergie. Eliminare il movimento di polveri significa anche ridurre lo spolverio sopra i mobili.

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