
Siamo sicuramente ad un livello alto di attenzione ai problemi di inquinamento domestici derivati,in buona parte dall’esigenza di rendere “sigillate” le ns. abitazioni per ridurre le dispersioni termiche per risparmiare sul riscaldamento.
Si lavora per risolvere un problema: quello relativo alle eccessive spese di riscaldamento e se ne crea
un altro dovuto alla mancanza di RICAMBIO di aria, oltre ad altri fattori relativi alla scorretta scelta di materiali(vernici ed intonaci che non traspirano ecc.)
La buona e semplice abitudine di aprire le finestre ad intervalli nell’arco della giornata, non sempre è possibile per l’assenza di chi può effettuarla (assenza per lavoro e rientro a casa il pomeriggio).
Nell’ambiente quindi stazionano inquinanti generati dai residui della cottura dei cibi, dai solventi usati per le pulizie, per l’umidità che si forma e produce, in determinate condizioni, la pericolosa MUFFA. Teniamo anche in considerazione che:
-troppa CO2, pregiudica il benessere, infatti dopo poco più di due ore, tre persone in una stanza di 45mq hanno fatto aumentare il contenuto di anidride carbonica nell’aria da superare il limite per il benessere.
-troppa umidità, superiore al 60% crea un ambiente favorevole alla proliferazione delle muffe, mentre al disotto del 40%possono propagarsi batteri e virus. Sono ottimali quindi valori di umidità relativa compresi tra 40 e 60%.
Perché quindi è importante una buona qualità dell’aria, noi trascorriamo sempre più tempo in ambienti chiusi e le ns. funzioni vitali si possono svolgere in modo ottimale solo se il cervello viene sufficientemente rifornito di OSSIGENO. Uno sguardo alla realtà mostra una crescente attenzione al problema in sede normativa mentre una percentuale relativamente bassa di ambienti sono attrezzati per un ricambio di aria basato sul reale fabbisogno.
Tornando a considerare i dati sopra riportati, resta fuori discussione che un troppo elevato contenuto di anidride carbonica nell’aria ha effetti negativi sullo stato di animo delle persone e finche il contenuto di ossigeno è sufficientemente elevato, non ha effetti tossici, può però causare disturbi di concentrazione, mal di testa e senso di nausea.
Superando certi valori,si peggiora la respirazione, si riduce il rifornimento dell’ossigeno al cervello
portando stanchezza così come riduzione nella attenzione e nella concentrazione.
Un buon microclima abitativo infatti non è importante solo per la concentrazione e la capacità di rendimento,bensì anche per un sonno profondo e ristoratore. Quando si parla invece di umidità relativa di circa 45-55% ci si sente al meglio per due buoni motivi:con questo tasso di umidità l’ossigeno raggiunge più facilmente i vasi sanguigni e la pelle è protetta dalla disidratazione.
Nel caso di valori di umidità in eccesso che viene a contatto con superfici più fredde , produce il fenomeno della “condensa”che si localizza prevalentemente nella parte alta delle murature, soprattutto di quelle esposte a nord o caratterizzate da scarso soleggiamento,in presenza di ponti termici ecc.. dando origine a MUFFE. Con conseguenti spiacevoli odori , pareti deteriorate e pericoli per la salute.
Un ultimo accenno merita la constatazione che un ambiente più umido ha bisogno di più energia per essere scaldato per la maggiore dispersione delle pareti umide.
La riflessione finale suggerisce a tutti di prendere in considerazione, secondo i vari livelli di responsabilità,privata o pubblica, le condizioni del microclima abitativo interno e migliorarlo ponendo in atto quelle soluzioni tecniche esistenti per areare gli ambienti incidendo così sul miglioramento della QUALITA’ della ns. vita e su quella delle nuove generazioni.
Documenti allegati - pubblici:
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Istruzioni_Aeroplus.pdf 771.16 KB
Aerovital.pdf 420.98 KB
Istruzioni_Aerovital.pdf 3.75 MB
a-SCUOLA.pdf 900.5 KB
Modulo preventivo:
Richiesta_preventivo.doc 48.5 KB